IN COLLABORAZIONE CON REGIONE
CAMPANIA
Cammino
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APPELLO
Il rumore della guerra e il grido delle vittime in Iraq non è ancora cessato mentre altri conflitti e altre vittime in molte diverse regioni insanguinano il pianeta, lontano dai mezzi di comunicazione e dalla spettacolarizzazione che questi ci impongono.
Proprio l’impunità e il silenzio che circonda questi conflitti "dimenticati" li rende, se possibile, ancora più feroci e rende ancora più tragiche la morte e la sofferenza di coloro che vi sono coinvolti.
Dovranno passare anni e generazioni perché donne e uomini di questi paesi ritrovino il ritmo di un’esistenza degna di questo nome, siano consolati nel loro dolore, sia spenta la sete di vendetta e riescano a vivere non solo come sopravvissuti, ma come persone in grado di riprendere in mano i fili delle loro famiglie e comunità lacerate, ricominciando a tessere pace e vita. Le guerre nei Balcani, vicine nei luoghi e nel tempo, ma anch’esse dimenticate, ce lo insegnano.
Non dobbiamo lasciarli soli.
Non basta la ricostruzione delle strade e degli edifici, soprattutto se eseguita da quegli stessi che li hanno distrutti o comunque da soggetti estranei alle culture e alle risorse native.
Ancora più difficile è ricostruire speranza nelle persone e nelle comunità, riannodare i legami spezzati delle relazioni individuali e collettive, progettare nuovo futuro ritrovando e ricostruendo pace.
Non dobbiamo lasciarli soli.
Il cammino della riconciliazione è arduo e non si percorre con l’oblio, ma con il pentimento e il perdono; non fingendo di cancellare le offese subìte o commesse, ma guardando il volto dell’altro e invocando insieme pentimento, perdono e giustizia. Ce lo insegnano quei popoli e quei paesi che questo cammino hanno percorso, come il Sud Africa di Nelson Mandela e del Vescovo Desmond Tutu.
Pensiamo non sia facile, per chi ha responsabilità e colpe, trovare il coraggio di ammetterle pubblicamente, né, per coloro che le hanno subìte, chiedere che sia loro resa giustizia e non vendetta.
Non dobbiamo lasciarli soli.
Noi non possiamo sostituirci in questo duro cammino di riconciliazione né agli uni né agli altri. Ma possiamo sostenerli. Possiamo, e dobbiamo, condannare ad alta voce la violenza e far sentire il nostro grido "Mai più guerre!". Possiamo, e dobbiamo, cercare ogni via perché le ragioni stesse dei conflitti siano vinte. Possiamo, e dobbiamo, far vincere la pace!
Non dobbiamo lasciarli soli.
Anche qui - in un Paese come l’Italia che, all’indomani del più sanguinoso dei conflitti, ha scelto nell’art.11 della sua Carta Costituzionale di "ripudiare la guerra" - ciascuno può fare la propria parte.
Possiamo scegliere di vivere secondo l’ "etica dell’attenzione" che ci ha proposto S. Pio, non vedendo nell’altro/a un nemico, ma il fratello e la sorella da conoscere e da incontrare.
Possiamo scegliere di individuare vicino a noi, nelle nostre comunità, nelle nostre città, i semi del perdono e della riconciliazione per ricostruire legami spezzati dall’odio e dal pregiudizio.
Possiamo scegliere di compiere gesti quotidiani di solidarietà e di pace, di praticare consumo critico e solidale, di appoggiare programmi di cooperazione allo sviluppo con il sud del mondo, contribuendo così a diventare protagonisti di relazioni di amicizia e fratellanza con altri popoli e con altri paesi fra i più poveri.
Possiamo scegliere di sostenere quegli organismi e quelle istituzioni che, a livello nazionale e/o internazionale, operano per la giustizia economica e sociale.
Possiamo scegliere di appoggiare quei processi di riforma dell’ordinamento e delle istituzioni internazionali - dall’Unione Europea all’Organizzazione della Nazioni Unite, dall’Organizzazione Mondiale del Commercio al Tribunale Penale Internazionale – che intendono rafforzare i processi di pace e di giustizia in questo nostro tempo di globalizzazione.
Possiamo trasformare la nostra pratica di solidarietà e di riconciliazione in una politica di perdono, di giustizia e di pace.
Noi
possiamo sceglierlo. |
PROGRAMMA
| ore 8:00 |
Appuntamento a Piazza Orsini (Benevento) |
| ore 9:00 |
Partenza |
| ore 15:00 |
Arrivo a Pietrelcina Conclusione del cammino |
| ore 17:00 |
Piana Romana Saluto conclusivo ai partecipanti |
| ore 18:00 |
Concerto |
PERCORSO
Piazza
Orsini - Corso Vittorio Emanuele - Via Francesco Paga
Via Valfortore - Contrada Acquafredda - Pietrelcina
Durante il cammino sono previsti alcuni punti di ristoro.
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CITTÀ DI PIETRELCINA
L’Amministrazione Comunale di Pietrelcina
porge il benvenuto
a tutti i partecipanti al 1° “Cammino di Riconciliazione e di Pace”
24 MAGGIO 2003
“Mai più Guerre!”
Per la coscienza dell’umanità, i conflitti
in atto:
| Abkhazia Aceh Afghanistan Algeria Angola Birmania Burundi Cecenia Chiapas Colombia Congo Brazaville Costa d’Avorio |
Eritrea-Etiopia Filippine India Iraq Irlanda del Nord Kashmir Kurdistan Liberia Macedonia Medio Oriente Molucche Nepal |
Nigeria Paese Basco Papuasia Occ. R.D. Congo Rep. Centrafricana Ruanda Senegal Sierra leone Somalia Sri Lanka Sudan Uganda |