Don Nicolantonio Orlando

© Domenico Caruso

Padre Pio venne battezzato la mattina presto del 26 maggio 1887 dall'economo curato don Nicolantonio Orlando, che dopo la morte dell'arciprete don Nicola De Tommasi (1801-1884) resse la parrocchia in attesa della nomina di un arciprete locale per la chiesa arcipretale e ricettizia di Pietrelcina.
Nonostante il brevissimo periodo in cui ha esercitato la funzione di parroco (1885-1888), costui ha avuto un ruolo molto importante nella storia di Pietrelcina.
Infatti, anche se non l'ha mai saputo, quell'infante che battezzò il 26 maggio 1887 con il nome di Francesco è adesso noto a tutto il mondo con il nome di Padre Pio da Pietrelcina, il frate con le stigmate, il primo sacerdote stigmatizzato, prima venerabile, poi beato e dal 16 giugno 2002 finalmente Santo!
Non capita a tutti i sacerdoti di battezzare un futuro Santo!
Don Nicolantonio Orlando era nato a Fragneto l'Abate (BN) il 2 gennaio 1846 e dopo il periodo di economato a Pietrelcina ritornò come arciprete al suo paese natale dove morì il 20 ottobre 1913.

Don Nicolantonio Orlando

Nel registro dei nati e battezzati dell'Archivio Parrocchiale di Pietrelcina si legge:

Nel registro degli atti di nascita del 1887 del Comune di Pietrelcina, invece, si legge:







Francesco Forgione

L'anno milleottocentottantasette, addì ventisei di maggio, a ore antimeridiane nove e minuti ..., nella Casa comunale, avanti a me Sagliocca Gaetano Assessore Anziano facente le funzioni da Sindaco ... Uffiziale dello Stato Civile del Comune di Pietrelcina è comparso Forgione Grazio fu Michele, di anni ventisei, possidente domiciliato in Pietrelcina, il quale mi ha dichiarato che alle ore pomeridiane cinque e minuti ..., del dì venticinque del corrente mese, nella casa posta in Vico Storto Valle al numero ventisette da De Nunzio Maria Giuseppa sua moglie, di anni ventotto, possidente seco lui convivente ..., è nato un bambino di sesso Mascolino che egli mi presenta, e a cui dà il nome di Francesco ....
A quanto sopra e a questo atto sono stati presenti quali testimoni Pennisi Luciano di Giuseppe, di anni trentanove, calzolaio e Orlando Antonio fu Michele, di anni quarantadue, possidente, entrambi residenti in questo Comune.
Letto il presente atto agli intervenuti l'hanno sottoscritto i soli testimoni, avendo il dichiarante asserito di essere analfabeta.
Luciano Pennisi ......
Antonio Orlando ......

L'Ufficiale di Stato Civile
G. Sagliocca






La nascita è avvenuta di pomeriggio poiché si sa che mamma Peppa fece appena in tempo a tornare dalla campagna che partorì.
Le ore ventidue nell'atto di battesimo sottoscritto dall'economo curato stavano ad indicare proprio le cinque di pomeriggio, poiché le ventun'ore, annunciate da alcuni rintocchi della campana della chiesa, nell'usanza pietrelcinese indicavano le quattro di pomeriggio.
Per quando riguarda la scelta del nome, Francesco, molto probabilmente influirono su di essa la particolare devozione della madre Giuseppa per il Santo di Assisi, ma forse anche la riconoscenza, da parte di Grazio, per un suo zio di nome Francesco che, morendo, gli aveva lasciato una casa.
Certo un fatto subito risalta e cioè la evidente coincidenza del nome imposto a Padre Pio con quello del Santo di Assisi di cui seguirà le orme, e anche il nome della chiesa parrocchiale di Pietrelcina di allora, con il titolo di Santa Maria degli Angeli, lo stesso della chiesa di Assisi che al suo interno ingloba la Porziuncola dove S. Francesco andava a pregare.
Alcuni anni dopo la nascita di Padre Pio divenne chiesa parrocchiale quella dell'Annunziata posta fuori le mura, cioè fuori dell'abitato del Castello, nella piazza del paese. Questa chiesa, molto più capiente, prese il nome dell'antica chiesa parrocchiale Santa Maria degli Angeli che assunse invece il nome di Sant'Anna. In essa venne trasportato anche l'antico fonte battesimale presso il quale, in seguito, Padre Pio amministrò il Santo Battesimo a tantissimi pietrelcinesi, come risulta dalla sua inconfondibile scrittura e dalla sua firma sui registri parrocchiali.
Egli fu infatti, per anni, coadiutore dell'arciprete don Salvatore Pannullo, chiamato confidenzialmente zi Tore.
Attualmente il fonte battesimale è stato ricollocato nella sua originale posizione nella chiesetta di S. Anna.


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