La "Festa della Madonna" di New York

La "Madonnella" di Pietrelcina (fine anni '60)Non essere presente a Pietrelcina nei giorni che precedono la "Festa della Madonna", ma soprattutto nella prima domenica di agosto, giorno stesso della festa, credo che faccia star male qualunque pietrelcinese ed in modo particolare chi tale periodo l'ha sempre vissuto nel proprio paese natale.
E' una atmosfera tutta particolare quella che si viene a creare in tali giorni e non viverla di persona significa comunque avere la testa impegnata a pensare a quello che si fa nel proprio paese.
Tutti i pietrelcinesi organizzano le proprie ferie in modo da non mancare il sabato, la domenica ed il lunedì della festa.
C'è chi preferisce andare in ferie prima e chi dopo la "Festa della Madonna".
Anche i nostri emigrati, che hanno intenzione di far ritorno a Pietrelcina, programmano le loro vacanze in modo da farle coincidere con la festa di agosto, soprattutto perché in tale periodo sicuramente potranno incontrare quasi tutti i loro parenti e amici.
Quando si cominciano a vedere i primi emigrati vuol dire che la festa è prossima.
Io per la prima volta ho fatto questa esperienza della "non presenza" nell'agosto del 2001.
Le vacanze programmate capitavano a cavallo del periodo della festa. Certo, l'occasione di fare un viaggio in America con l'intera famiglia non capita spesso, per cui si imponeva una decisione da parte mia: o ritornare a Pietrelcina per la "festa" lasciando il resto della famiglia in America, o rinunciare ad essa e ritornare dopo tutti insieme.
Alla fine ho optato per la seconda ipotesi, ma con la promessa di partecipare domenica 5 agosto alla "festa" che da tantissimi anni si svolge a New York in onore della nostra Madonnella.
Nei giorni precedenti il pensiero inevitabilmente è corso più volte verso quell'atmosfera particolare di Pietrelcina.
Vivere, però, questa occasione tra gli emigrati, che non hanno potuto far ritorno al proprio paese, forse ha aggiunto alla giornata della festa una emozione nuova, diversa, ha un po' alleviato il "dolore" per non essere per una volta presente in paese.

A New York vivono molti nostri emigrati.
Una volta abitavano più vicini gli uni agli altri, nello stesso quartiere, a "pochi minuti di macchina" o a poche "blocche" di distanza, come si dice qui, e si vedevano molto spesso.
Ora i "minuti di macchina" sono aumentati, le "blocche" sono state rimpiazzate dai rioni o dai quartieri (Ozone Park, Jamaica, Elmont, Flushing, Nassau, Long Island oppure Manhattan, Brooklyn, Queens, ,…), da città o addirittura da stati diversi (New York, New Jersey, Pennsylvania, …).
Si parla di "ore di macchina" di distanza e si vedono quindi sempre più raramente.
Però, quando si approssima il giorno della festa, si organizzano in modo tale da vivere tutti insieme questo momento, come se fossero presenti ai festeggiamenti pietrelcinesi.
Questo avviene sia la prima domenica di agosto, sia il 3 dicembre.
Manca però la tradizionale processione, ormai impensabile in una città come New York.
Mi è stato riferito che la "Festa" che organizzavano qui una volta era molto simile a quella che si fa a Pietrelcina e ad essa partecipavano tutti gli abitanti del quartiere.

Oggi il tutto si svolge in modo molto più semplice: tutti presenti, o quasi, nella chiesa scelta per la cerimonia religiosa, convocati dal "comitato"; messa celebrata da un sacerdote, possibilmente italo-americano, che ricorda a tutti un po' di storia della Madonna della Libera; preghiere alla Madonna e canti debitamente preparati per l'occasione; discorso di rito del presidente del comitato; saluti conclusivi e poi tutti a casa o a ristorante.
L'ora scelta per la cerimonia religiosa è insolita: ore 14,30 (in America non c'è l'usanza del pranzo così come da noi).
A Pietrelcina contemporaneamente si è nel pieno dell'ormai lunghissima processione che conduce la statua della Madonna, piena di quell'oro donato nei secoli dal popolo pietrelcinese, per l'intero paese.
Quando la cerimonia di New York sarà finita, a Pietrelcina il parroco sta ringraziando tutti per la partecipazione, intorno alle ore 21.00, a conclusione della processione davanti alla Chiesa Madre, divenuta ormai insufficiente per accogliere tutti i partecipanti.

Foto D. Caruso

Jamaica, 5 agosto 2001
Il Reverendo Al Barozzi,
durante l'omelia