Pietrelcina e Padre Pio

Il nome di Pietrelcina è legato senza dubbio a quello del più illustre dei pietrelcinesi, che l'ha resa famosa in tutto il mondo:

Foto Domenico Carusoil Beato Padre Pio
canonizzato il 16 giugno 2002
e che quindi può essere finalmente chiamato

San Pio da Pietrelcina.

Pietrelcina è infatti il Suo paese natale a cui il frate con le stimmate era fortemente legato.
Lui è vissuto nel suo paese natio per circa trent'anni.
E' qui che ha respirato la prima aria...


Beata Tu, o Pietrelcina,
perché hai visto nascere
Padre Pio ...

(...), o amici di Pietrelcina.
Quanto è grande il dono che avete dato al mondo.
Lo sapete perché il luogo di nascita
viene ricordato sempre,
da tutta l'antichità?
Perché nell'istante in cui l'uomo nasce,
respira e viene a contatto con le prime molecole
che entrano dentro i suoi polmoni e nella sua vita,
e le prime molecole di quel paese
lasciano in lui una traccia misteriosa,
che noi diciamo una traccia genetica,
in tutta la sua vita.
Non è soltanto un simbolo anagrafico,
il nascere in un posto.
E' una realtà che uno porta dietro tutta la vita.
Si stanno scoprendo queste cose nella scienza,
la più moderna, la più avanzata.
Padre Pio è di Pietrelcina, (...)
La prima aria, il primo soffio,
il primo anelito, il primo latte
l'ha presi a Pietrelcina.
E questo non glielo toglierà mai nessuno.
Questo avviene come per il Signore:
"Beata tu, o Betlem,
che hai visto nascere il Messia promesso."
Perché deve essere beata Betlem?
Perché Gesù ha respirato le prime molecole d'aria
a Betlem.
Perché beata tu, o Pietrelcina?
Perché Padre Pio,
questo che un giorno sarà,
come è,
uno dei più grandi santi della Chiesa,
ha respirato la prima aria,
il primo ossigeno, il primo azoto,
il primo latte, il primo sorriso,
la prima luce, il primo canto di uccelli
qui a Pietrelcina.
I suoi piedi hanno toccato questa terra
come prima terra.
La sua manina ha raccolto questi sassi
come primi sassi.
I suoi occhi hanno raccolto queste immagini
come prime immagini.
Sei una città santa.

Prof. Enrico Medi
Pietrelcina, 2 agosto 1969


Dal discorso del noto scienziato
rivolto ai Pietrelcinesi
durante la solenne commemorazione
di Padre Pio,
in occasione della festa patronale
della Madonna della Libera.


E' qui che Padre Pio ha mosso i primi passi nei vicoletti del quartiere dove è nato,
ormai meta di migliaia e migliaia di visitatori;
è qui che ha manifestato la Sua precoce intenzione di consacrarsi a Dio;
è qui che per la prima volta ha ammirato la bellezza della Sua Madonnella
e ha cominciato ad avere per Lei una devozione tutta particolare;
è qui che ha dovuto subire tanti "scontri" con il maligno;
è qui che si è formato;
è qui che per la prima volta ha ricevuto le Sacre Stimmate
ai piedi dell'Olmo di Piana Romana.

E' Padre Pio stesso che accenna a quest'ultimo straordinario evento nella seguente lettera, una delle tante, scritta durante la Sua permanenza a Pietrelcina a padre Benedetto da San Marco in Lamis, Suo direttore spirituale:

Pietrelcina, 8 settembre 1911

J.M.J.F

«Mio caro padre,
non mi sgridi se rispondo alla sua con un po' di ritardo; non è stato per mancanza di volontà, né per svogliatezza; ma il motivo è stato perché io mi trovo in campagna a respirare un po' di aria più sana, dietro che ne ho sperimentato la miglioria. Quindi oggi appunto nel recarmi in paese per celebrare mi è stata consegnata la sua, alla quale senza perder tempo mi sono determinato a rispondere subito.

Ieri sera poi mi è successo una cosa che io non so né spiegare e né comprendere.
In mezzo alla palma delle mani è apparso un po' di rosso
quasi quanto la forma di un centesimo,
accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po' di rosso.
Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra,
tanto che dura ancora.
Anche sotto i piedi avverto un po' di dolore.
Questo fenomeno è quasi un anno che si va ripetendo,
però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva.

Non s'inquieti però se adesso per la prima volta glielo dico; perché mi sono fatto vincere sempre da quella maledetta vergogna. Anche adesso se sapesse quanta violenza ho dovuto farmi per dirglielo! Molte cose avrei da dirle, ma mi viene meno la parola; solo le dico che i battiti del cuore, allorché mi trovo con Gesù sacramentato, sono molto forti. Sembrami alle volte che voglia proprio uscirsene dal petto.
All'altare alle volte mi sento talmente un accendimento per tutta la persona, che non posso descriverglielo. Il viso massimamente mi sembra che voglia andare tutto in fuoco. Che segni sono questi, padre mio, lo ignoro.
Si figuri poi se è mio desiderio di ritornarmene in convento. Il maggiore dei sacrifici che ho fatto al Signore è stato appunto di non aver potuto vivere in convento. Però non credo mai che ella vorrà assolutamente che io debba proprio morire. In casa è vero che ho sofferto e sto soffrendo, ma non mi sono mai reso impotente in adempire al mio ufficio, il che non è stato mai possibile in convento. Se si trattasse di soffrire solo, benissimo. Ma l'essere di peso e di fastidio agli altri senza altro risultato se non quello della morte non saprei che rispondere.
Del resto parmi che anche io ho tutto il dovere e il diritto di non privarmi direttamente della vita a 24 anni. Il Signore pare che così vuole. Consideri che sono più morto che vivo e poi faccia come crede, che sono disposto a fare qualunque sacrificio se trattasi di obbedienza.
Grazie dell'abito. Le cinque messe di agosto e le cinque di settembre le dirò nel corso di questo mese e nel principio dell'altro mese.
In attesa di ricevere le sue notizie le chieggo la sua benedizione.

Il suo fra Pio»
(Padre Pio da Pietrelcina - Epistolario I - lettera 44)

Lui di Pietrelcina diceva:

- ricordo pietra su pietra -
- la custodirò come la pupilla dei miei occhi -
- tutto è avvenuto lì; lì c'è stato Gesù -.

Non mancava occasione, quando i suoi compaesani si recavano in visita a S. Giovanni Rotondo, di esprimere un pensiero per il suo paesello. Era solito dire a questi:

- salutatemi Pietrelcina che tengo tutta chiusa nel mio cuore -
- salutatemi la Morgia -

come Lui chiamava la grossa massa rocciosa su cui da secoli è saldamente costruita la zona più antica del paese, il Castello, dove il 25 maggio 1887 nacque in una umile stanza.

Dopo i festeggiamenti del Centenario della Sua nascita del maggio 1987, i giovani dell'Azione Cattolica e della Gioventù Francescana di Pietrelcina maturarono la geniale idea di un Presepe Vivente proprio nei luoghi del Borgo Antico in cui Padre Pio ha trascorso la Sua infanzia e la Sua fanciullezza.
E' stato questo forse il più bel regalo fatto dai Pietrelcinesi al loro venerabile concittadino.
La prima edizione venne rappresentata il 3 gennaio 1988 e la natività, la più tenera e suggestiva delle scene della manifestazione, è allestita da allora nella stanza, un tempo usata come granaio dai coniugi Forgione, sottostante la stanzetta dove Lui è nato.
Dopo la seconda edizione del dicembre del 1988, la manifestazione si svolge ormai ogni anno nei giorni 27, 28 e 29 dicembre.
La undicesima edizione del 1997 ha richiamato a Pietrelcina circa 25.000 visitatori.
Per la dodicesima edizione del dicembre 1998 sono stati stampati 22.500 biglietti, quasi tutti distribuiti, ma è stato stimato nelle tre giornate un afflusso di circa 30.000 visitatori, presenti a Pietrelcina fin dalle prime ore del mattino.


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