Un po' di storia

Panorama di PietrelcinaPietrelcina è un ridente paese della Campania, in provincia di Benevento, da cui dista circa 11 km, sito su di una collina a poco più di 350 m sul livello del mare. La sua storia è legata a quella del capoluogo di cui ne segue le vicende nel corso dei secoli.
Ha dunque origine antichissima. Nel XII secolo, secondo il cronista
Falcone, i suoi abitanti erano attivamente impegnati nelle vicende storiche tra Normanni, il Papato e gli ultimi principi Longobardi.
Nello stesso secolo, un feudatario del paese donò un convento ai padri Virginiani a Montevergine, a dimostrazione di una già notevole religiosità del piccolo centro sannita.
Nei secoli successivi Pietrelcina ebbe diversi feudatari; giova ricordare il celebre giureconsulto
Bartolomeo Camerario che qui meditò e scrisse qualche sua opera.
Si avvicendarono poi i Caracciolo, i D'Aquino, i Carafa.
Ha fatto sempre parte della Diocesi di Benevento e della provincia di Principato Ultra del Regno di Napoli.
Dal 1861 appartiene alla provincia di Benevento.

La Chiesa di S.Anna sul Morgione
Il Morgione e la Chiesetta di S. Anna in cui
il 26 maggio 1887 fu battezzato
Padre Pio

Il borgo antico si abbarbica su di un costone roccioso, impettito sulla valle sottostante, denominato Morgione nel dialetto pietrelcinese.
Questo antico agglomerato è individuato col nome di Castello.
Le sue stradine strette che salgono e scendono in modo tortuoso, le piccole case arricchite da scale esterne (jafii), le piccole corti, ne fanno un monumento dal fascino straordinario.

Il Castello, visto dal Cammino del Rosario
Attorno ad esso una fertile campagna fa da cornice ad un paesaggio unico.
I
pucinàri, cioè i Pietrelcinesi, lì si recano per trarne il loro sostentamento.
Un carnale rapporto nasce nei secoli tra gli abitanti e quei luoghi, impregnandoli della semplicità e bonarietà che li rende tuttora accoglienti e cordiali.

Foto D. Caruso
Qui nasce e si forma un Uomo, che sugge tutta la spiritualità che emana questo luogo e che si donerà al mondo col nome di Padre Pio.
Il centro antico conserva intatto il fascino di un tempo.

Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nasce in una modesta stanzetta del Castello; in un'altra trascorre con i suoi cari la sua infanzia ed in un'altra ancora la sua tormentata gioventù.
Sulla
Torretta, suo umile studiolo, egli contempla e soffre in nome del Suo Cristo. Attraverso le viuzze del borgo, per l'amena campagna recitando il suo rosario lungo il cammino, sofferente, arriva al podere di famiglia in contrada Piana Romana.

Lì, in quel celestiale silenzio, si compie un altro dei misteri del Cristianesimo:

«Tutto è avvenuto lì, lì c'è stato Gesù»
così affermò Padre Pio.

Per colui che cerca l'essenza del messaggio del Padre questi luoghi hanno la sacralità di una rediviva Betlemme.
Il Borgo, la casa natìa, lo studiolo, il Cammino del Rosario, Piana Romana sono i luoghi del Cattolicesimo del XX secolo, i luoghi del Cristianesimo dell'inizio del terzo millennio.

Tutto ciò fa sì che in questo paesino, di poco più di tremila abitanti, da qualche anno, migliaia di pellegrini da ogni parte del mondo si recano alla ricerca dello spirito del grande Mistico. Essi vengono per fortificarsi nella preghiera, veri pellegrini ricchi di speranza, pendolari del dolore, escursionisti, definiti da improvvidi termini, senza alcun tipo di accoglienza se non il tradizionale sorriso dei residenti.


I trasferimenti, che il Comune riceve dallo Stato, sono proporzionali al numero degli abitanti e bastano appena a soddisfare le normali esigenze del suo vivere quotidiano; intanto centinaia di migliaia di fedeli lo invadono. I dati raccolti danno un quadro di una sproporzione allarmante; essi si basano, essendo il turismo giornaliero, sulle stime fatte da questo ente e le fonti del clero nonché delle forze dell'ordine, che ogni giorno danno aiuto allo sparuto nucleo dei vigili urbani. I mass-media hanno contribuito notevolmente ad accrescere il flusso dei pellegrini. Ovunque Pietrelcina è conosciuta ma, ahi noi! Non abbiamo ancora le strutture adatte e sufficienti per accogliere, quantomeno degnamente, i visitatori. Nel mese di settembre 1997, al solo annuncio della Venerabilità di Padre Pio, vi è stato un arrivo di escursionisti spaventoso, una media di 100 pullman ogni domenica, con picchi di 200, e un via-vai sempre crescente di autovetture al giorno, numerosissime soprattutto nei giorni festivi.
Le previsioni, per il futuro, sono "catastrofiche".

Il 24 aprile 2000, giorno di Pasquetta, per più di sei ore c'è stata una fila di macchine continua, che ha coperto tutta la strada statale SS. 212 da Benevento a Pietrelcina: più di 10 km di auto!
Anche il giorno dopo abbiamo assistito allo stesso fenomeno. Nei giorni 30 aprile e 1 maggio 2000 c'è stato un leggero calo, ma da una stima effettuata risulta che in questi quattro giorni ci sono state più di 200.000 presenze di visitatori. Tutto ciò lascia ben intuire quale è il fenomeno da fronteggiare.
E questo paese non ha, al pari di altre mete religiose, strutture di accoglienza consolidatesi nel tempo: tutto è avvenuto e avviene in un breve lasso di tempo, tanto che le procedure burocratiche stentano ad aggiornare le loro statistiche, perpetuando errori di valutazione che ingenerano storici e proverbiali ritardi.
Il dato forse più probante è suffragato da tanti che, sapendo della realtà testé descritta, vantano la conterraneità con Pietrelcina.
Il nostro obiettivo è rivolto sostanzialmente all'accoglienza ed all'autogestione dei visitatori, con l'aiuto delle associazioni di volontariato, onde rendere razionale e gestibile la fruibilità e godibilità dei luoghi e decorosa la nostra piccola cittadina, che vorremmo si conservasse integra, custodendo gelosamente quei luoghi tanto cari, oramai, al mondo intero.



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